Imposte locali
Addizionali IRPEF 2026: regionali e comunali
Perché due persone con la stessa RAL possono avere un netto diverso solo perché vivono in comuni diversi: come funzionano le addizionali locali.
Cosa sono
Cosa sono le addizionali IRPEF
Oltre all’IRPEF nazionale, ogni Regione e ogni Comune italiano possono applicare un’addizionale propria, calcolata sullo stesso imponibile IRPEF. Sono imposte locali che finanziano i servizi regionali e comunali, e variano in modo significativo da territorio a territorio: la stessa RAL può produrre un netto diverso di centinaia di euro l’anno a seconda di dove risiedi.
Entrambe le addizionali si calcolano sull’imponibile IRPEF (la RAL meno i contributi INPS), non sulla RAL direttamente, e si sommano all’IRPEF nazionale nel percorso dal lordo al netto.
Addizionale regionale
Come varia da regione a regione
Ogni Regione fissa la propria aliquota, spesso in modo progressivo su più scaglioni di reddito (simile all’IRPEF nazionale), con un range che va da circa l’1,23% fino a oltre il 3,3% per i redditi più alti in alcune regioni. Alcune regioni applicano un’aliquota unica indipendentemente dal reddito, altre una struttura a scaglioni con soglie proprie.
| Regione (esempi) | Tipo di aliquota |
|---|---|
| Lombardia | Progressiva, 1,23%-1,73% |
| Lazio | Progressiva, 1,73%-3,33% |
| Veneto, Sicilia, Sardegna | Aliquota unica 1,23% |
| Piemonte | Progressiva, 1,62%-3,33% |
Addizionale comunale
Come varia da comune a comune
Ogni Comune stabilisce la propria aliquota, generalmente tra lo 0% e lo 0,9%, con alcune eccezioni fino all’0,8-0,9% nelle grandi città. Alcuni piccoli comuni non applicano alcuna addizionale comunale. La tua aliquota specifica è pubblicata sul sito del tuo Comune o nel Portale del Federalismo Fiscale del Dipartimento delle Finanze.
Un dettaglio spesso trascurato: alcuni comuni prevedono una soglia di esenzione sotto un certo reddito, sotto la quale l’addizionale comunale non si applica affatto.
Esempio numerico
Impatto sul netto: un confronto
| Scenario | Addizionali annue stimate (imponibile 27.243€) |
|---|---|
| Comune con addizionale comunale 0%, regione con aliquota unica 1,23% | circa 335€ |
| Comune con addizionale comunale 0,8%, regione con aliquota progressiva media 2% | circa 762€ |
La differenza tra i due scenari è di oltre 400€ l’anno, a parità di RAL. Calcola il tuo netto con la tua regione e comune specifici →
Base normativa
Da dove nascono queste imposte locali
L’addizionale regionale è disciplinata dal D.Lgs. 446/1997, mentre quella comunale dal D.Lgs. 360/1998. Sono due tributi distinti, con normative separate: la Regione può fissare aliquote fino a un massimo di legge (generalmente 3,33% per chi è in piano di rientro sanitario), mentre ogni Comune può arrivare fino allo 0,9%, con la possibilità di applicare aliquote progressive per scaglioni o un’aliquota unica, oltre a eventuali soglie di esenzione per i redditi più bassi.
Un dettaglio importante: conta il tuo domicilio fiscale al 1° gennaio dell’anno di riferimento del reddito, non la residenza al momento del pagamento. Se ti trasferisci a marzo da una regione all’altra, per quell’anno pagherai comunque l’addizionale della regione in cui risiedevi al 1° gennaio.
Perché il netto cambia
Perché lo stipendio si riduce leggermente da marzo
Molti notano che il proprio netto mensile scende leggermente a partire da marzo, senza un motivo apparente. La spiegazione è tecnica: da marzo (o da gennaio per l’addizionale regionale) inizia la trattenuta del saldo delle addizionali dell’anno precedente, distribuito in 9-11 rate mensili. A novembre si aggiunge anche l’acconto dell’addizionale comunale per l’anno in corso, pari al 30% di quanto dovuto, causando spesso una riduzione più marcata proprio in quel mese.
| Periodo | Cosa viene trattenuto |
|---|---|
| Gennaio-Novembre | Saldo addizionale regionale anno precedente (11 rate) |
| Marzo-Novembre | Saldo addizionale comunale anno precedente (9 rate) |
| Novembre | Acconto addizionale comunale anno in corso (30% del dovuto) |
| Dicembre | Nessuna trattenuta addizionali: netto tipicamente più alto |
Questo spiega anche perché dicembre mostra spesso un netto più alto degli altri mesi, a parità di lordo: semplicemente, le trattenute per addizionali si sono esaurite prima della fine dell’anno.
Verifica pratica
Come controllare che le addizionali siano corrette
La Certificazione Unica (CU), che il datore di lavoro consegna entro il 16 marzo di ogni anno, riporta l’importo esatto delle addizionali trattenute nell’anno precedente: al punto 22 trovi l’addizionale regionale, al punto 26 quella comunale. Confronta questi importi con l’aliquota ufficiale della tua regione e del tuo comune, consultabile sul sito del Dipartimento delle Finanze (finanze.gov.it, sezione fiscalità locale), per verificare che il calcolo sia corretto rispetto al tuo reddito imponibile.
Confronto reale
Quanto pesa davvero la regione: un confronto concreto
| Regione | Aliquota indicativa 2026 |
|---|---|
| Friuli-Venezia Giulia | 0,70% (tra le più basse d’Italia) |
| Lombardia | 1,23% (aliquota base minima di legge) |
| Lazio | 1,73% fino a 28.000€, crescente oltre |
| Campania, Calabria | fino a 3,33% (regioni in piano di rientro sanitario) |
Le regioni in piano di rientro dal deficit sanitario (attualmente Lazio, Campania, Calabria, Molise e Abruzzo, con condizioni che possono cambiare nel tempo) sono obbligate per legge ad applicare l’aliquota massima consentita, indipendentemente dalle preferenze politiche locali: è un vincolo imposto dal risanamento dei conti sanitari regionali, non una scelta discrezionale della Regione stessa.
Per i lavoratori autonomi
Come funziona per partite IVA e liberi professionisti
Chi non ha un sostituto d’imposta (partite IVA in regime ordinario, professionisti) versa le addizionali direttamente tramite modello F24, seguendo le stesse scadenze del saldo e degli acconti IRPEF: generalmente entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione) per il saldo e la prima rata di acconto, ed entro il 30 novembre per la seconda rata. A differenza dei dipendenti, che vedono la trattenuta automatica mese per mese, gli autonomi devono calcolare e versare l’importo autonomamente, generalmente con l’assistenza di un commercialista.
Chi opera in regime forfettario, invece, non paga le addizionali regionali e comunali: l’imposta sostitutiva del 15% (o 5%) sostituisce interamente l’IRPEF ordinaria e le relative addizionali locali, uno dei vantaggi meno pubblicizzati di questo regime.
Un’ultima nota pratica: alcuni piccoli comuni non applicano alcuna addizionale comunale, mentre altri prevedono una soglia di reddito sotto la quale l’imposta non è dovuta. Se stai valutando un trasferimento e il carico fiscale locale è un fattore importante nella tua decisione, vale la pena verificare l’aliquota specifica del comune di destinazione prima di formalizzare il cambio di residenza, non dopo.
Domande frequenti
FAQ
Le addizionali si pagano su tutti i redditi?
Generalmente sì, ma alcuni comuni e regioni prevedono soglie di esenzione per i redditi più bassi. Verifica sempre le regole specifiche del tuo territorio.
Quando vengono trattenute in busta paga?
Spesso in acconto durante l’anno e a saldo l’anno successivo, il che può causare piccole variazioni nel netto mensile da un mese all’altro.
