Sostegno alla famiglia

Assegno Unico 2026: importi, ISEE e scadenze

Il contributo mensile per ogni figlio a carico: quanto vale, come varia con l’ISEE, e la scadenza da non perdere per gli arretrati.

Cos’è

L’Assegno Unico e Universale

È il principale contributo economico mensile erogato dallo Stato alle famiglie con figli a carico, dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni (o senza limiti di età in caso di disabilità). Spetta a lavoratori dipendenti, autonomi, disoccupati, pensionati e a chi non ha alcun reddito: non è una misura riservata solo a chi è in difficoltà economica, anche se l’importo varia molto in base all’ISEE.

Dal 2026 ha completato la sua funzione sostitutiva: assorbe definitivamente anche gli assegni familiari (ANF) per i lavoratori dipendenti e le detrazioni fiscali per figli under 21.

Importi 2026

Quanto vale, in base all’ISEE

Situazione ISEEImporto mensile per figlio minorenne
ISEE fino a circa 17.444€203,80€ (importo massimo)
ISEE oltre 46.582,71€ o assente58,30€ (importo minimo)
ISEE intermedioImporto decrescente proporzionalmente tra i due estremi

Gli importi 2026 sono stati ufficializzati dalla Circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026, con una rivalutazione del +1,4% su quote base, maggiorazioni e soglie ISEE. Sono previste maggiorazioni aggiuntive: per il secondo genitore lavoratore, per figli con meno di 3 anni in nuclei con almeno 3 figli, e altre situazioni specifiche.

Scadenza importante

La scadenza del 30 giugno per gli arretrati

Senza un ISEE aggiornato, dal mese di marzo 2026 l’INPS eroga automaticamente solo l’importo minimo. Presentando la DSU entro il 30 giugno 2026, puoi recuperare la differenza anche per i mesi arretrati a partire da marzo. Se presenti l’ISEE dopo questa data, l’importo viene ricalcolato solo dal mese successivo alla presentazione, senza riconoscimento degli arretrati persi.

Approfondisci come presentare la DSU precompilata →

Importi aggiuntivi

Le maggiorazioni che pochi conoscono

Oltre all’importo base variabile per ISEE, l’Assegno Unico prevede diverse maggiorazioni specifiche spesso non richieste per semplice disattenzione: una maggiorazione per ogni figlio successivo al secondo, una maggiorazione aggiuntiva se entrambi i genitori lavorano (fino a una certa soglia di età dei figli), una maggiorazione specifica per figli con disabilità (graduata in base alla gravità della condizione), e una maggiorazione transitoria per le famiglie che, prima dell’introduzione dell’Assegno Unico, beneficiavano di detrazioni fiscali più favorevoli.

Queste maggiorazioni si sommano automaticamente all’importo base se le condizioni sono soddisfatte, ma vale la pena verificare periodicamente con l’INPS o un patronato che tutte le maggiorazioni a cui hai diritto siano effettivamente riconosciute nel tuo assegno.

Come fare domanda

La procedura di richiesta, passo per passo

La domanda per l’Assegno Unico si presenta online tramite il portale INPS (con SPID, CIE o CNS), tramite Contact Center INPS, o rivolgendosi a un patronato, gratuitamente. Una volta presentata la prima domanda, questa resta valida negli anni successivi senza necessità di ripresentarla, salvo la necessità di aggiornare annualmente l’ISEE per continuare a ricevere l’importo calcolato in base alla situazione economica corrente, non solo l’importo minimo.

Approfondisci come presentare la DSU per l’ISEE →

Cosa sostituisce e cosa no

Compatibilità con altre prestazioni familiari

L’Assegno Unico ha assorbito completamente gli Assegni per il Nucleo Familiare (ANF) per i lavoratori dipendenti e le detrazioni fiscali per figli fino a 21 anni: queste prestazioni non esistono più in forma separata, ma sono confluite nell’importo dell’Assegno Unico. Resta invece compatibile e distinto da altre misure come il Bonus Asilo Nido, il Bonus Nuovi Nati, e le detrazioni fiscali per figli con più di 21 anni ancora fiscalmente a carico, che continuano a esistere separatamente.

Un errore comune è pensare che l’Assegno Unico sostituisca ogni forma di sostegno alla famiglia: in realtà è la misura principale e più ampia, ma non l’unica disponibile.

Un limite spesso frainteso

Cosa succede quando il figlio compie 21 anni

Al compimento dei 21 anni, il figlio non ha più diritto automatico all’Assegno Unico nella forma piena riservata ai minorenni: può continuare a percepirlo, ma con importi ridotti e solo se soddisfa condizioni specifiche (essere iscritto a un percorso di formazione scolastica o professionale, essere registrato come disoccupato in cerca di lavoro presso i centri per l’impiego, svolgere un tirocinio, oppure avere una disabilità). Se nessuna di queste condizioni è soddisfatta, l’Assegno Unico cessa al compimento della maggiore età estesa a 21 anni.

Per i figli con disabilità grave, l’Assegno Unico può proseguire senza limiti di età, con importi specifici graduati in base alla condizione riconosciuta.

Domande frequenti

FAQ

Devo fare domanda ogni anno?

Le domande già accolte restano valide e non devono essere ripresentate. Serve però aggiornare l’ISEE ogni anno per continuare a ricevere l’importo corretto in base alla tua situazione economica attuale.

L’Assegno Unico è compatibile con il Bonus Asilo Nido?

Sì, sono due prestazioni distinte e compatibili: ricevere l’Assegno Unico non riduce né annulla il Bonus Asilo Nido.

Posso ricevere l’importo direttamente sul conto di mio figlio maggiorenne?

Sì, per i figli tra 18 e 21 anni che hanno diritto all’Assegno Unico, è possibile richiedere il pagamento della quota direttamente sul loro IBAN.