Liquidazione

Calcolo TFR 2026: formula, rivalutazione e tassazione

Quanto hai maturato di liquidazione, come cresce nel tempo, e quanto ti resta al netto delle imposte.

Formula base

Come si calcola il TFR

Il TFR matura ogni anno per una quota pari alla tua RAL divisa per 13,5, circa il 7,41% della retribuzione annua. Per una RAL di 30.000€, la quota annua accantonata è di 2.222€ lordi (30.000 ÷ 13,5). Questa quota viene poi rivalutata ogni 31 dicembre e tassata, alla liquidazione, con un regime separato dall’IRPEF ordinaria.

La formula è fissata dall’art. 2120 del Codice Civile ed è identica per tutti i lavoratori dipendenti del settore privato, indipendentemente dal CCNL applicato.

Rivalutazione

Come cresce il TFR nel tempo

Ogni 31 dicembre, il fondo TFR accumulato negli anni precedenti viene rivalutato con un tasso composto da 1,5% fisso più il 75% dell’inflazione ISTAT (indice FOI). Con un’inflazione del 2%, il tasso di rivalutazione risultante è 1,5% + (75% × 2%) = 3%.

Sulla rivalutazione si applica un’imposta sostitutiva del 17%, trattenuta annualmente dal datore di lavoro. La quota maturata nell’anno in corso non viene rivalutata: la rivalutazione si applica solo al fondo già accumulato negli anni precedenti.

Tassazione alla liquidazione

Il regime di tassazione separata

Quando il TFR viene liquidato, non si applica l’IRPEF ordinaria a scaglioni, ma la tassazione separata (art. 17-19 TUIR), generalmente più favorevole. Il meccanismo: si calcola un reddito di riferimento (TFR base × 12 ÷ anni di servizio), si applicano le aliquote IRPEF ordinarie a quel reddito per determinare un’aliquota media, e quell’aliquota si applica all’intero TFR maturato.

Più lunghi sono gli anni di servizio, più tende a scendere l’aliquota media: con un’anzianità di 15-20 anni può scendere fino al 20-21%, mentre con pochi anni di servizio può avvicinarsi al 30%. La quota di rivalutazione, avendo già scontato il 17% anno per anno, non viene tassata di nuovo alla liquidazione.

L’Agenzia delle Entrate ricalcola l’imposta definitiva entro 2-4 anni dalla liquidazione (conguaglio), confrontando l’aliquota provvisoria con quella effettiva basata sui redditi reali degli ultimi 5 anni.

Anticipo TFR

Quando puoi richiedere un anticipo

Dove va il tuo TFR

TFR in azienda, Fondo Tesoreria, o previdenza complementare

Entro 6 mesi dall’assunzione puoi scegliere la destinazione del TFR maturando. In azienda (solo per aziende con meno di 50 dipendenti), rivalutato secondo la formula di legge. Nel Fondo di Tesoreria INPS (obbligatorio per aziende con 50 o più dipendenti se non scegli altrimenti, D.L. 223/2006), che ne garantisce il pagamento anche in caso di insolvenza aziendale. Oppure in un fondo di previdenza complementare, soggetto ai rendimenti di mercato ma con tassazione agevolata che scende dal 15% al 9% in base agli anni di permanenza.

Esempio numerico completo

Simulazione su 5 anni di lavoro

AnnoRALQuota TFR maturata (RAL ÷ 13,5)Fondo accumulato (con rivalutazione 3%)
128.000€2.074€2.074€
228.560€2.116€4.253€
329.131€2.158€6.539€
429.714€2.201€8.939€
530.308€2.245€11.459€

Questo esempio semplificato mostra come il fondo cresca sia per le nuove quote annue sia per la rivalutazione del capitale già accumulato: dopo 5 anni, il TFR maturato supera la somma semplice delle quote annue proprio grazie all’effetto composto della rivalutazione.

Un dubbio comune

Licenziamento o dimissioni: il TFR spetta comunque?

Sì, sempre. A differenza della NASpI (che richiede la perdita involontaria del lavoro), il TFR spetta al lavoratore indipendentemente dal motivo della cessazione del rapporto: licenziamento con o senza giusta causa, dimissioni volontarie, pensionamento, o anche scadenza naturale di un contratto a termine. È un diritto maturato progressivamente durante il rapporto di lavoro, non condizionato alle circostanze della sua conclusione.

Approfondisci i requisiti della NASpI, diversi dal TFR →

Un caso particolare

Cosa succede al TFR in caso di decesso del lavoratore

Se il lavoratore muore prima della cessazione del rapporto di lavoro, il TFR maturato fino a quel momento non entra nell’asse ereditario ordinario, ma spetta secondo un ordine specifico previsto dall’art. 2122 del Codice Civile: coniuge, figli, e se conviventi ed economicamente a carico, anche altri parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo. Questo ordine può essere derogato solo tramite specifica volontà testamentaria del lavoratore, se manifestata esplicitamente.

Se destini il TFR a un fondo di previdenza complementare, ricorda che questa scelta è generalmente irrevocabile: una volta trasferito, il TFR maturando segue le regole della previdenza integrativa (soggetto ai rendimenti di mercato) e non può tornare al regime del Codice Civile in azienda, salvo eccezioni molto limitate. Valuta questa decisione con attenzione, idealmente con il supporto di un consulente finanziario, non solo in base al vantaggio fiscale immediato.

Domande frequenti

FAQ

Il TFR matura anche durante malattia o maternità?

Sì, continua a maturare durante i periodi di assenza retribuita, calcolato sulla retribuzione che sarebbe stata corrisposta in condizioni ordinarie.

Cosa succede al TFR se cambio lavoro?

Viene liquidato dal datore di lavoro precedente al momento della cessazione del rapporto, indipendentemente dal motivo del cambio. Non si trasferisce al nuovo impiego.

Il TFR è sempre tassato meno dell’IRPEF ordinaria?

Nella maggior parte dei casi sì, grazie al meccanismo di diluizione sul reddito di riferimento. In alcuni casi specifici, l’Agenzia delle Entrate può applicare la tassazione ordinaria se risulta più favorevole al contribuente.