Calcolo dettagliato

Regime forfettario 2026: calcolo del netto passo per passo

Dal fatturato al netto reale: coefficiente di redditività, contributi previdenziali e imposta sostitutiva, spiegati con un esempio numerico completo.

I 4 passaggi

Come si arriva dal fatturato al netto

PassaggioDescrizione
1. Reddito imponibileFatturato × coefficiente di redditività (varia dal 40% all’86% secondo il codice ATECO)
2. Contributi previdenzialiVersati a Gestione Separata INPS (26,07%) o Artigiani/Commercianti (aliquota fissa più variabile), dedotti dal reddito imponibile
3. Imposta sostitutiva15% (o 5% per le start-up nei primi 5 anni) sul reddito al netto dei contributi
4. NettoFatturato meno contributi meno imposta sostitutiva

Esempio numerico completo

Un caso pratico: consulente con coefficiente 78%

VoceImporto (fatturato 40.000€)
Fatturato annuo40.000€
Reddito imponibile (× 78%)31.200€
− Contributi Gestione Separata (26,07% circa, su base variabile)stimati 7.000-8.000€
Reddito netto da tassarecirca 23.200-24.200€
− Imposta sostitutiva (15%)circa 3.500-3.600€
Netto finale stimatocirca 28.500-29.500€ (71-74% del fatturato)

Gli importi contributivi variano molto in base alla gestione previdenziale specifica (Gestione Separata, Artigiani, Commercianti, o cassa professionale): questa è la variabile che incide di più sul netto finale, più dell’imposta sostitutiva stessa.

Coefficienti di redditività

Alcuni esempi per codice ATECO

Tipo di attivitàCoefficiente indicativo
Commerciocirca 40%
Servizi professionalicirca 62-78%
Costruzionicirca 86%

Il coefficiente esatto dipende dal codice ATECO specifico della tua attività: verifica sempre la tabella ufficiale allegata alla normativa (Legge 145/2018 e successive modifiche) per il tuo codice preciso.

Attenzione alla soglia

Cosa succede esattamente quando superi 85.000€

Il meccanismo di uscita dal regime forfettario ha una doppia soglia che genera spesso confusione. Se il tuo fatturato dell’anno supera 85.000€ ma resta sotto 100.000€, resti nel regime forfettario per l’intero anno in corso, ma esci automaticamente dall’anno successivo, passando al regime ordinario dal 1° gennaio. Se invece superi anche i 100.000€ nello stesso anno, l’uscita è immediata: dal momento stesso del superamento, devi applicare l’IVA sulle fatture successive e passare al regime ordinario già nell’anno in corso, con conseguenze pratiche significative sulla gestione della fatturazione.

Questo significa che monitorare il proprio fatturato progressivo durante l’anno è più importante di quanto sembri: superare inaspettatamente i 100.000€ a metà anno comporta un cambio di regime a metà percorso, con la necessità di applicare l’IVA retroattivamente dalla fattura che ha causato il superamento.

Il bonus per chi inizia

L’aliquota al 5%: requisiti spesso ignorati

L’aliquota sostitutiva ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività non è automatica: richiede il rispetto di condizioni specifiche. Non deve trattarsi della prosecuzione di un’attività svolta in precedenza (come dipendente o come altra partita IVA) negli ultimi 3 anni, salvo il caso della pratica obbligatoria per l’esercizio di arti o professioni. Se nell’attuale anno o nei due precedenti hai svolto un’attività d’impresa, arte o professione, anche in forma diversa, potresti non avere diritto all’agevolazione, anche se tecnicamente è il tuo primo anno con quella specifica partita IVA.

Verifica sempre questi requisiti con un commercialista prima di dare per scontato di avere diritto all’aliquota agevolata: un errore in buona fede può comportare comunque un accertamento con recupero della differenza d’imposta non versata.

Un limite spesso frainteso

Il forfettario non prevede deduzione analitica dei costi

Un equivoco comune tra chi si avvicina per la prima volta al regime forfettario: pensare di poter dedurre le spese reali sostenute (affitto dello studio, attrezzatura, formazione) come nel regime ordinario. Non funziona così: il coefficiente di redditività già incorpora forfettariamente una stima dei costi tipici del settore, e non è possibile dedurre ulteriormente le spese reali, anche se documentate con fatture regolari.

Questo significa che se la tua attività ha costi reali significativamente superiori a quanto implicitamente riconosciuto dal coefficiente (ad esempio un’attività con investimenti tecnologici importanti), il regime ordinario potrebbe risultare più conveniente nonostante l’aliquota IRPEF più alta, proprio perché permette di dedurre i costi effettivamente sostenuti.

Agevolazione contributiva

La riduzione del 35% per artigiani e commercianti forfettari

Chi è iscritto alla gestione Artigiani o Commercianti dell’INPS e opera in regime forfettario può richiedere una riduzione del 35% dei contributi previdenziali dovuti, un’agevolazione distinta dal regime fiscale che riduce ulteriormente il carico complessivo. La richiesta va presentata annualmente all’INPS, generalmente entro fine febbraio, e non è automatica: se non la richiedi esplicitamente, continui a versare i contributi per intero.

Questa riduzione non si applica invece a chi versa alla Gestione Separata INPS (tipicamente consulenti e professionisti senza cassa autonoma), che non ha un’agevolazione equivalente legata al regime forfettario.

Adempimento operativo

Fatturazione elettronica: obbligatoria anche nel forfettario

Dal 2024 l’obbligo di fatturazione elettronica si applica anche ai contribuenti in regime forfettario, con l’unica eccezione per chi ha ricavi o compensi non superiori a 25.000€ annui, che possono ancora emettere fattura cartacea (anche se la stragrande maggioranza sceglie comunque l’elettronica per praticità gestionale). La fattura del forfettario si distingue per l’assenza dell’IVA esposta e per una dicitura specifica che indica il regime fiscale applicato, con riferimento normativo alla Legge 190/2014 che ha istituito il regime.

Utilizzare un software di fatturazione elettronica, spesso offerto gratuitamente o a basso costo da diversi provider, semplifica notevolmente questo adempimento rispetto alla gestione manuale.

Domande frequenti

FAQ

I contributi previdenziali riducono davvero l’imposta da pagare?

Sì: i contributi previdenziali obbligatori si deducono dal reddito imponibile determinato forfettariamente, prima di applicare l’imposta sostitutiva del 15% o 5%. Più contributi versi, meno imposta paghi, a parità di fatturato.

Posso stimare il mio netto senza conoscere esattamente i contributi?

Puoi fare una stima approssimativa, ma per un calcolo preciso serve conoscere la tua gestione previdenziale specifica (Gestione Separata, Artigiani/Commercianti, o cassa professionale) e la relativa aliquota.